- Torna a tutti gli articoli
- Azienda Ghisoni, una storia di successo lunga tre generazioni
Azienda Ghisoni, una storia di successo lunga tre generazioni
Una bella storia di passione e di armonia, quella della famiglia Ghisoni, titolare di una robusta realtà agricola alle porte di Parma.
La storia della Famiglia Ghisoni ha inizio anni ’70 è Remo Ghisoni a dar vita all’azienda agricola, indirizzandosi con decisione sulla produzione di latte e di pomodoro da industria; a fine anni ’90 sono i figli di Remo, Giorgio e Achille Ghisoni, a prendere in mano le redini dell’attività per poi passare via via il testimone ai rispettivi figli, Filippo e Carlo Ghisoni. Tocca dunque a loro, oggi, portare avanti il lavoro iniziato da nonno Remo, ma a ciascuno il suo: a Filippo, figlio di Giorgio, le Frisone; a Carlo, figlio di Achille, l’onore e l’onere di seguire le produzioni vegetali: medica e miscugli foraggeri, prati stabili, grano duro e pomodori.
.
“Ci è venuto spontaneo organizzarci così – racconta Filippo – perché io ho passione per le vacche, mentre mio cugino preferisce di gran lunga seguire la campagna. Una passione, la mia, che è nata per caso, da quando da ragazzo andai in stalla a sostituire l’operaio che dava il latte ai vitelli”.
Oggi Filippo, dopo una dozzina d’anni di duro lavoro in stalla, gode di piena autonomia decisionale per tutto ciò che riguarda le vacche e la loro gestione: “Negli ultimi anni – afferma – la mandria è cresciuta di numero e nel 2020 abbiamo introdotto il primo dei tre robot di cui al momento siamo forniti”.
Ed è a questo punto che il percorso professionale di Filippo si incrocia con quello del team Purina® che oggi cura l’alimentazione delle vacche in lattazione e della vitellaia.
CAMBIO DI PASSO
“Mi sono rivolto a questa squadra di ottimi professionisti nel settembre del 2024 – prosegue infatti Filippo – perché la produzione di latte della mandria, e in particolare quella dei capi munti al robot, non era all’altezza delle mie aspettative. Con il senno di poi è stata una scelta azzeccata: oggi non posso che dirmi soddisfatto di come vanno le cose”.
Impossibile dargli torto: la produzione media di stalla, comprensiva del latte raccolto dalle vacche munte ancora in sala, è di 41 kg per vacca al giorno, ma se si considerano soltanto le bovine munte al robot la media viaggia intorno ai 49 kg. Su valori eccellenti anche la qualità casearia del latte, che viene quindi efficientemente trasformato in forme di Parmigiano Reggiano nelle caldaie del caseificio Eva (di cui è presidente Giorgio Ghisoni).
Ma ritorniamo al mese di settembre del 2024: “Quando, su invito di Filippo, siamo entrati per la prima volta in quest’azienda – ci racconta Federico Carletti – abbiamo cercato di capire quale fosse il problema e ci siamo accorti che gli animali non performavano in maniera efficiente. Per cui insieme ai colleghi abbiamo deciso di sviluppare il nostro intervento lungo tre direttrici: scelta dei nutrimenti personalizzati più adeguati; settaggio delle curve di distribuzione del mangime nell’Ams; gestione della base foraggera”.
Prende così forma il nuovo regime alimentare a cui è oggi sottoposta l’intera mandria di vacche in lattazione: da un lato i foraggi, trinciati, miscelati e distribuiti per mezzo del carro unifeed e completati “al bisogno” (ad esempio in estate) per mezzo di un’adeguata integrazione. Dall’altro lato i concentrati Purina®: i prodotti messi a disposizione delle vacche munte in sala per mezzo degli autoalimentatori sono tre, e si tratta di Cor Performer 240, Biparticle Lattazione e Mais Enermix. Due, invece, i nutrimenti Purina® destinati alle bovine munte al robot, che vengono consumati all’interno sia degli autoalimentatori che dell’Ams: NFC Robot SM e Perform 155 3A.
ANALISI PERIODICHE
In merito, poi, alla gestione della componente foraggera, occorre senz’altro considerare il continuo lavoro di aggiustamento della razione portato avanti dal team di consulenti Purina® sulla base dei risultati delle analisi effettuate non soltanto sui singoli fieni e sull’unifeed (“ci concentriamo in particolare sui tenori di fibra, proteine, uNdf a 240 ore, nitrati e minerali, come il potassio”), ma anche sul latte.
I risultati di sono visti. Per quanto le vacche munte al robot, l’incremento è stato di 12-13 litri per vacca al giorno. Se consideriamo invece tutta la mandria, siamo intorno ai 10 litri per capo in più. Tutto questo a parità di risultati sul fronte riproduttivo, dove ci siamo mantenuti sui buoni livelli abituali”. Forte di questi risultati e di questo management, adesso la famiglia Ghisoni può quindi guardare con serenità a nuovi traguardi: “per quest’anno – rivela infatti Filippo – l’obiettivo che ci siamo posti è arrivare a coprire la quota di 29mila quintali di latte con 180 vacche munte al robot”.